Lettera a Carlo I di Borgogna il Temerario con reiterato appello alla Crociata contro il Turco

Opera Data: Epistolae collectae, XLIV 13
Recipient: Carlo I di Borgogna il Temerario 
Authors: Filelfo Francesco 
Language: Latino
Incipit: 
Celebris quidem illa atque perillustris morum tuorum et rerum gestarum fama
Explicit: 
Quod ipsum si neglexeris et tibi nocebis et tuus, succurrit enim Deus Omnipotens iniuriam patientibus. Vale.
Attested date: Ex Urbe Nonis [l. Idibus] Aprilibus. Anno a Natali christiano MCCCCLXXVI.
Place: Roma
Normalized date: 13-Apr-1476
Keywords: storia delle crociate
storia dell'Impero turco
Regesto: 
F. cita una lettera precedentemente inviata a Carlo I di Borgogna il Temerario con appello alla Crociata contro il Turco, lamentando che essa sia rimasta inascoltata e si vede obbligato a rivolgere un'ulteriore esortazione al duca, in ragione dei suoi meriti. Difatti dall'ultima missiva la Cristianità ha subito gravi perdite da parte dei Turchi, i quali hanno occupato Teodosia in Crimea occupata per diverso tempo dai Genovesi e controllano ora il Mar Nero e sono arrivati nell'Adriatico con continue incursioni contro l'Italia. Soltanto la flotta veneziana e il re Mattia Corvino d'Ungheria in questi anni tentano di contrastarli. A fronte delle contese intestine i principi cristiani attirano su di loro la spada della vendetta divina, come mostrano gli esempi di Agamennone punito dalla pestilenza in Omero e Davide castigato per il suo peccato. Allo stesso modo per i propri peccati gli Ebrei subirono la servitù di Egizi, Babilonesi ed altri popoli; secondo il medesimo schema provvidenzialista ora i Turchi infieriscono contro i Cristiani, con grave spargimento di sangue. Come non prevedere una rovina imminente, che solo la concordia degli Stati cristiani può evitare? Per questo F. augura l'intesa tra l'imperatore Federico III d'Asburgo e il re di Francia Luigi XI, pronti a coalizzarsi con Carlo il Temerario per cacciare i Turchi e salvare la Cristianità. A tal fine vanno respinte le pretese conciliariste scaturite dal Concilio di Basilea e rinfocolate dalla Prammatica Sanzione agitate dai francesi contro il Pontificato di SIsto IV, successore di Pietro, garante dell'unità della Chiesa di Cristo. Secondo F., Pragmatica significa qui turbulenta, cioè perturbatrice, stante la teoria platonica del Cratilo sull'onomatotesia e l'equivalenza tra greco pragma e lat. turbatio. La Chiesa deve essere, invece, unita nella persona del Papa Sisto IV, preoccupato di allontanare la minaccia turca. Carlo dovrà, quindi, adoperare tutta la sua saggezza sull'esempio dell'Ulisse omerico per cementare tale alleanza delle forze cristiane contro il nemico, che è benedetta dal S. Padre, il Vicario di Cristo e Successore di Pietro. Pertanto a Carlo toccherà rinviare le guerre contro i confederati svizzeri, i quali hanno attaccato la Savoia e minacciano i confini del suo ducato, non deve radunare le sue truppe contro questi montanari rozzi e incolti, ma invece con maggior gloria contro i Turchi, i quali hanno sconfitto Stefano III, voivoda di Moldavia, l'anno precedente e premono sui confini dell'Ungheria. Carlo il Temerario saprà confermarsi a un modello di prudenza secondo la lezione dei filosofi antichi, servendo la causa della Cristianità ed eviterà il conflitto con i poveri Svizzeri, esercitando la sua clemenza. Il duca ha asserito di avere attaccato l'arcivescovato di Colonia per la Chiesa Romana, alla quale renderà nondimeno miglior causa, attaccando i Turchi. Allo stesso tempo bandirà la cupidigia di ricchezze sul modello di Alessandro Magno celebrato per la sua liberalità da diversi aneddoti. Così sarà assicurata anche a Carlo la gloria, disperdendo con il suo valore i Turchi, seguendo l'esempio dei Francesi e degli altri popoli, i quali hanno contrastato valorosamente Bayezid I, avo dell'attuale sultano Maometto II, impadronitosi ora dell'Asia e della Grecia, giungendo alle porte dell'Italia e dell'Impero germanico. E' colpevole, dunque, l'ignavia dell'imperatore Federico III d'Asburgo e resta a Carlo il Temerario l'impresa foriera di una vittoria facilmente perseguibile.
Authors and cited texts: Homerus, Il. (I)
Novum Testamentum, Mt. (12, 30; 16, 18; 7, 12)
Plato, Cra.
Vetus Testamentum, 2 Sm. (24, 17)
Vetus Testamentum, Ier. (42, 10)
Vetus Testamentum, Nm. (25, 4)
Lexicon index: acerbitas
avaricia
barbarus
beneficentia
beneficium
captivitas
caritas
claementia
concordia
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discordia
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Onomastic-Persons Index: Agamennone 
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Feodosia, greco Theodosia, turco Kefe, Crimea 
Gallia Transalpina 
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Gerusalemme 
Italia 
Mar Nero 
Milano 
Savoia, ducato 
Scizia, regione 
Tessaglia 
Venezia 
Note: 
-La lettera precedentemente inviata a Carlo I di Borgogna, citata da F. nell'esordio del presente appello alla Crociata, è l'ep. XXXIX 1 inviata da Milano il 5 aprile del 1474 e non del 1475, come erroneamente presupposto qui, con riferimento all'anno precedente (anno superiore ex Mediolano Nonis Aprilibus).
-F. non è ragionevolmente al corrente dello svolgimento della guerra borgognone, con la sconfitta bruciante inflitta a Carlo il Temerario nella battaglia di Grandson del 2 marzo 1476, preludio alla definitiva disfatta che subità il duca a Murten il 22 giugno del medesimo anno. Ovviamente, al di là dello schema retorico della peroratio filelfiana, il Borgognone non aveva alcuna intenzione di crociata antiturca, preoccupandosi, invece, di regolare i conti con gli svizzeri, alleati di Luigi XI di Francia.
Bibliography Citation: Margaret Meserve, News from Negroponte: Politics, Popular Opinion and Information Exchange in the First Decade of the Italian Press, «Renaissance Quarterly», 59 (2006), pp. 440-480. (link)
Francesco Filelfo, Collected letters. Epistolarum libri XLVIII. Critical edition by Jeroen De Keyser, vol. IV, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2016 (Hellenica, 54), pp. 1801-1807.
Responsible: Salvatore Costanza (2015-05-26)
Reviewer: Giorgia Paparelli (2023-05-22)
Last edit: 2-Mar-2023
Creation: 2-Mar-2023
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